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Chiediamo risposte all'emergenza abitativa PDF Stampa E-mail
Scritto da Simone Pensato   
Martedì 27 Febbraio 2018 10:52

Un tetto per tuttiAbbiamo letto sui mezzi d’informazione dell’incontro avuto dai centri sociali con la commissione consiliare il 15 febbraio scorso.

Siamo decisamente stupiti che la decisione presa dalla commissione alla fine dell’incontro sia stata quella di creare una “consulta ad hoc sull’emergenza abitativa”.

Siamo stupiti perché subito dopo l’insediamento della nuova giunta abbiamo chiesto incontri e segnalato all’assessore competente i gravi problemi abitativi della nostra città, avanzando delle proposte per delle soluzioni possibili.

Tra le altre, quella di acquistare alloggi privati da utilizzare come abitazioni ERP e quella di usare gli immobili vuoti e non utilizzati di proprietà pubblica, (ex scuole, ex ospedali, ex caserme) per trovare soluzioni abitative alle tante famiglie sfrattate.

Queste indicazioni erano chiaramente presenti nel programma elettorale della Sindaca come obiettivi prioritari, quindi presumibilmente condivisi.

Dopo quasi due anni, nonostante le sollecitazioni che abbiamo fatto come sindacati inquilini SUNIA SICET UNIAT e gli incontri che abbiamo avuto con l’assessorato competente, nulla è stato fatto. Anzi leggiamo che si discute del futuro utilizzo delle caserme senza minimamente prevedere il loro parziale utilizzo per l’emergenza abitativa. Gli alloggi di proprietà del comune vengono venduti invece di utilizzarli e acquistarne altri.

Ci chiediamo? È questo il modo che la città di Torino intende utilizzare per dare una risposta agli oltre quattromila sfratti che ogni anno affliggono la nostra città?

Discutere e confrontarsi è utile, lo abbiamo sempre chiesto e fatto ogni volta che ci è stato concesso, ma non basta certo istituire, dopo quasi due anni di amministrazione, un consulta ad hoc.

Oggi quello che vediamo è il numero crescente di alloggi occupati abusivamente, spesso con il sostegno dei centri sociali, che non risolvono il problema delle famiglie sfrattate perché una famiglia povera e/o sfrattata che occupa una casa popolare toglie l’alloggio a un’altra famiglia povera e/o sfrattata che ne ha diritto.

L’amministrazione sta a guardare inerme.

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Febbraio 2018 11:05
 
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Variazione biennale 100% (uso diverso) 3,2%
Variazione biennale ridotta 75% (uso diverso) 2,4%

Il dato è pubblicato sulla G.U.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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