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| Affitti in nero importante pronuncia della Corte Costituzionale |
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| Scritto da Simone Pensato |
| Venerdì 25 Settembre 2015 10:06 |
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Quel che dice la Suprema Corte con la sentenza su richiamata è molto semplice e si può definire in due punti.
In sintesi, il contratto di locazione non scritto è nullo solo se è stato il locatore a imporlo al conduttore abusando della sua posizione dominante di proprietario dell’immobile da dare in affitto. E ciò perché la forma scritta che nasce per dare certezza a diritti e obblighi, specie per il locatario, assume la funzione di fare uscire dal sommerso i contratti in nero e dunque l’evasione fiscale collegata. Dunque solo il conduttore ha la possibilità di esperire un’azione per la sanatoria del contratto “di fatto” che si è venuto a costituire in violazione di una norma imperativa. In altre parole, la nullità si configura soltanto se il locatore ha posto in essere una sorta di violenza morale sul conduttore per indurlo a non registrare il contratto. Quando invece il “nero” è frutto di un accordo proprietario-inquilino, valgono i principi generali in materia di nullità: il locatore potrà agire in giudizio per il rilascio dell’immobile occupato senza alcun titolo, e il conduttore potrà ottenere la (parziale) restituzione delle somme versate a titolo di canone nella misura eccedente quella del canone “concordato”: la restituzione dell’intero canone percepito dal locatore costituirebbe un ingiustificato arricchimento dell’occupante. In ogni caso, l’onere della prova – su chi delle due parti non ha voluto la registrazione del contratto – spetta all’inquilino. |
Interesse legale
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Data di riferimento: 01 gennaio 2026 |
1,6% |
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Istat Marzo 2026
| Variazione annuale 100% (uso abitazione) | 1,5% | ||||
| Variazione annuale ridotta 75% (uso abitazione) | 1,125% | ||||
| Variazione biennale 100% (uso diverso) | 3,2% | ||||
| Variazione biennale ridotta 75% (uso diverso) | 2,4% | ||||
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Il dato è pubblicato sulla G.U. |
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La Corte con la sentenza del 17 settembre scorso richiama l’articolo 13 della Legge 431/98 che vieta e colpisce i patti “contrari alla Legge”. Questa pronuncia riveste un carattere importantissimo sul piano della lotta all’evasione fiscale dopo le sentenze della Corte Costituzionale del 2014 e del 2015, poiché introduce dei principi importanti sulla nullità dei contratti non registrati e sui patti con doppio affitto (minore per il fisco maggiore per l’inquilino ) su cui fino ad oggi anche all’interno delle interpretazioni dei Tribunali e delle stesse sezioni della Cassazione c’era incertezza e confusione a tutto vantaggio di chi seguita ad eludere ed evadere le regole.


