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IMU, UNA TASSA PESANTE E UN’ALTRA OCCASIONE PERSA PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni Baratta   
Mercoledì 27 Giugno 2012 09:21

sfrattoIl Ministero degli interni ha fornito i dati provvisori relativi ai provvedimenti di sfratto in Italia, pur nella incompletezza del quadro, mancano numerosi dati di città anche metropolitane e in alcune situazioni non sono ancora stati conteggiati alcuni mesi, si evidenzia la drammaticità di una situazione che colpisce un numero sempre più elevato di inquilini. La crisi economica che si ripercuote con maggior virulenza nei confronti delle fasce sociali più deboli, e conseguentemente nei confronti di chi vive in affitto, contribuisce, assieme al caro affitti, a far crescere la morosità.

 

 Il dato generale dei provvedimenti emessi nel 2011, rispetto l’anno precedente fornita dalla elaborazione parziale dal Ministero viene descritto come stabile, con quasi 64mila. A nostro avviso, quando tutti i provvedimenti saranno presenti, questo dato è destinato a crescere, con una stima di oltre 70mila. Per quanto riguarda la morosità i provvedimenti sono 55.543 mentre solo 832 sono stati emessi per necessità del proprietario e 7.471 per finita locazione. Il dato nazionale provvisorio delle richieste di esecuzione è di 123.914, in crescita dell’11,37%. Gli sfratti eseguiti sono stati 28.641.

 

Alcuni dati regionali sono estremamente significativi rispetto al profondo disagio abitativo presente nel Paese. In Piemonte tutti i dati sono in forte crescita, i provvedimenti emessi che sono 6.208. In Lombardia salgono le richieste di esecuzione di quasi il 7% con 37.171; in Veneto sono 12.134 e in Emilia 12.783. In Toscana aumentano tutti i provvedimenti di oltre il 10% rispetto al 2011 così come in Umbria. In Lazio sono 3.008 gli sfratti eseguiti. Grave la situazione in Campania con 5.690 provvedimenti emessi che segnano un + 18% e le richieste 8.239 con +27,50%. Anche in Basilicata vi sono aumenti molto importanti.

 

A Torino i casi di famiglie che perdono l'alloggio perché non sono più in grado di pagare l'affitto sono in aumento significativo. Una tendenza nazionale, come dimostrano i dati diffusi ieri dal ministero degli Interni. Ma a Torino quella tendenza già grave diventa drammatica. Nel 2011 gli sfratti per morosità a Torino sono stati 2.343, molto superiori a quelli di Napoli (1.557) e di Milano (1.115).

 

Soprattutto, il rapporto tra numero degli sfratti e numero degli abitanti fa salire Torino in cima a questa classifica superando anche Roma, dove pure nel 2011 le famiglie che hanno perso casa per incapacità di pagare l'affitto sono state 4.678. A Torino infatti gli sfratti per morosità sono stati uno ogni 360 abitanti, quasi il doppio di quelli di Roma e Napoli (uno ogni 600 abitanti) e quasi quattro volte quelli di Milano (uno ogni 1.200 abitanti).

 

A Torino l’ultimo censimento della popolazione ha rilevato la presenza di 442.321 nuclei familiari contro 499.617 abitazioni, una differenza di quasi 60.000 alloggi che risultano vuoti.

 

Questa differenza tra alloggi vuoti e famiglie è un dato presente in tutte le città del Piemonte e dell’Italia. Di fronte a questa situazione c’era un'unica scelta da fare: riformare la legge 431/98 sulle locazioni, decidere forti sgravi fiscali ai proprietari che affittano gli alloggi a canoni calmierati, decidere viceversa forti penalizzazioni fiscali per gli alloggi vuoti, ripristinare un adeguato aiuto all’affitto per le famiglie in difficoltà economiche, controllare gli affitti in nero.

 

Queste “facili scelte”, avrebbero innescato in tutte le città un percorso virtuoso; si sarebbe utilizzato un patrimonio abitativo esistente senza consumare altro territorio, le famiglie senza casa e con bassi redditi sarebbero riuscite a trovare una abitazione a prezzi possibili.

 

E’ vero che le entrate fiscali sarebbero diminuite, ma sarebbe ancora di più diminuita la spesa per risolvere i problemi sociali causati da questa grande quantità di popolazione che perde la casa e chiede aiuto alle istituzioni, e sarebbero diminuiti i drammi delle famiglie e le città diventerebbero luoghi dove è più facile vivere perché a vivere riescono tutti.

 

Queste scelte, secondo noi “facili”, non sono state fatte; anzi l’ultima decisione di istituire la tassa sulla casa IMU, va esattamente nella direzione opposta perché non solo è una tassa pesantissima per tutti, concepita senza le necessarie flessibilità applicative da concedere ai comuni, ma è una tassa che penalizza quei proprietari che avevano accettato di stipulare contratti di locazione “calmierati” cioè a prezzi più bassi del mercato favorendo così possibilità abitative per famiglie a bassi redditi. Per tutti questi proprietari si tratta di aumenti di tasse di alcune centinaia di euro all’anno.

 

Riteniamo che questi proprietari non siano dei benefattori, ma persone che facendosi i loro conti hanno valutato possibile e conveniente aderire a questi contratti. L’IMU ha messo in discussione questa modalità, non possiamo che prevedere un aumento degli sfratti e un aumento delle case vuote.

 

Il SICET continuerà a battersi per ottenere profonde modifiche delle attuali normative.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Giugno 2012 09:54
 
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Variazione biennale 100% (uso diverso) 3,2%
Variazione biennale ridotta 75% (uso diverso) 2,4%

Il dato è pubblicato sulla G.U.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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