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IL FABBISOGNO ABITATIVO NELLA PROVINCIA DI TORINO PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni Baratta   
Giovedi 12 Settembre 2013 09:09

La provincia di Torino hapubblicato il rapporto 2013 sul fabbisogno abitativo, ogni tanto è utileleggere i dati che vengono raccolti negli osservatori. Il corposo rapporto sulfabbisogno abitativo sociale nella provincia di Torino è uno di questi casi,oltre 100 pagine di dati che raccontano il bisogno di casa nel territorio dellaprovincia. Ci pare utile riprendere alcuni dati per ragionare.  

LA CRESCITA DELLE UNITA’ABITATIVEDall’anno 2006 all’anno 2011 leunità abitative (si comprendono gli alloggi, i villini, le abitazioni rurali)sono cresciute di 70.917 unità, con una crescita massima nell’anno 2007, +17.750. Il totale delle case per abitazione è passato da 1.246.991 a 1.318.272. LE FAMIGLIE RESIDENTI (composteda una o più persone) sono diminuite da 1.007.628 a 1.006.910. 718 famiglie inmeno. Di conseguenza il surplus abitativo è passato da +239.363 del 2006 a+311.362 del 2011. IL PATRIMONIO PUBBLICO nellaprovincia è circa la metà della media nazionale che è di circa il 5% delleabitazioni. Questa percentuale è già molto inferiore a quella di molti paesieuropei 15% in Germania e Francia, 20% in Inghilterra, 35% in Olanda.Con questa bassissima percentualedi case pubbliche non c’è da stupirsi che le domande insoddisfatte di casapopolare nel 2011 raggiungano il ragguardevole numero di 13.648 nucleifamiliari con i requisiti. 9592 a Torino, 395 a Rivalta, 201 a Grugliasco, 152a Venaria, 285 a Nichelino, 109 a Ivrea, 267 a Moncalieri, per citare i casipiù eclatanti. Infatti, le percentuali difabbisogno (richieste di sostegnoaffitti, famiglie in attesa di casa popolare, famiglie assistite ai finiabitativi, persone senza fissa dimora, in abitazioni malsane e inadeguate) sui nuclei familiari residenti,cioè quante famiglie ogni 100 hanno bisogno di una casa adeguata e un affittobasso, sono le seguenti: 6,09 a Venaria, 6,57 a Torino, 8,91 a Beinasco, 6,29 aChieri, 8,77 a Rivalta, 7,92 a Ivrea, 6.45 a Pinerolo per citare i comuni conle percentuali più significative. IL FONDO SOSTEGNO ALLA LOCAZIONEIN PIEMONTELe domande sono passate da12.126.322 del 1995 a 36.029.599 del 2011, sono state soddisfatte al 100% neiprimi due anni per scalare gradualmente fino a soddisfare il 31% delle domandedell’ultima edizione 2011, nonostante le norme per l’accesso molto piùrestrittive. Il rapporto è ricco di moltealtre informazioni e dati ma a noi paiono sufficienti questi per fare alcuneconsiderazioni. diciamoda tempo che in Italia, in Piemonte, nella provincia di Torino, in tutte lecittà ci sono molte più abitazioni che famiglie, i dati di questo rapportoconfermano le nostre dichiarazioni.Aumentala popolazione con disagio abitativo; sfrattate, assistite, residenti inabitazioni malsane. Non ci si può stupire considerato che nella sola provinciadi Torino ci sono 15.341 lavoratori in cigs, oltre ai disoccupati e alle altreforme di sostegno ai redditi, quindi molte famiglie più povere. In questo contesto ci pare che lesoluzioni siano di tutta evidenza, anche se non praticate dalle istituzioni, esono: aumentare la dotazione di case pubbliche, il piano programmato dalla regione non è stato completato e comunque era ed è insufficiente anche per arrivare alla percentuale nazionale di case popolari, (siamo al 2,5% contro circa il 5%). E bisogna farlo utilizzando il tanto costruito vuoto e non usato quindi bisogna che si incentivi l’utilizzo in affitto abbassando l’IMU su queste locazioni, anche tramite le agenzie sociali sperimentate da anni a Torino. Le case vuote private invendute possono anche essere acquistate, certamente bisogna finanziare l’acquisto tramite stanziamenti che a oggi non sono previsti ma è una strada da percorrere. Bisogna aiutare le famiglie a non perdere la casa che affittano istituendo fondi per la prevenzione degli sfratti e rifinanziando il fondo per il sostegno degli affitti, quanto deciso ultimamente dal governo con il recente decreto va nella giusta direzione ma la somma stanziata è assolutamente inadeguata. Bisogna decidere con molta attenzione cosa costruire. I dati riportati dall’osservatorio della provincia di Torino evidenziano l’enorme quantità di case vuote in quel territorio, +311.362. non bisogna più consumare terreno fertile e quindi costruire il minimo che serve in aree riutilizzate e il minimo che serve sono alloggi a canoni sociali case popolari o simili. Il nostro augurio è che la mole di dati ormaiprodotta e a disposizione di chi governa ai vari livelli, induca chi devedecidere a fare scelte urbanistiche e sociali che non deturpino ulteriormenteil territorio e rispondano al crescente disagio abitativo.

Ultimo aggiornamento Giovedi 12 Settembre 2013 09:22
 
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Variazione biennale ridotta 75% (uso diverso) 2,4%

Il dato è pubblicato sulla G.U.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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