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| Eppur si stupiscono - Le contraddizioni della “non” politica abitativa in Italia |
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| Scritto da Giovanni Baratta |
| Martedì 14 November 2017 13:03 |
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Capita sempre così, quando un amministratore, un politico, incontra faccia a faccia persone e/o famiglie senza casa si impegna a trovare per loro una soluzione e si scandalizza pure che la soluzione non ci sia già e che esistano famiglie che non abbiano un tetto. Continuo a stupirmi che gli amministratori e i politici non si pongano il problema in termini generali e si limitino a risolvere, spesso in modo pasticciato, i casi personali in cui hanno la sfortuna di imbattersi. La legge finanziaria in discussione in parlamento anche quest’anno si dimentica che in Italia esistono alcuni milioni di persone che sono inquilini e che mediamente gli inquilini sono collocati nella fascia povera della popolazione e che sempre più persone cercano casa in affitto perché non possono proprio comprarsi un alloggio neanche con mutui a tassi bassi come in questo periodo, (basta pensare al lavoro precario dei nostri giovani). Esaminando i provvedimenti per la casa previsti dalla legge finanziaria ci si accorge che riguardano esclusivamente la proprietà: sono confermati gli sgravi fiscali per le ristrutturazioni e l’efficentamento energetico e quello antisismico, le detrazioni sui mutui prima casa. Sia chiaro che sono provvedimenti utili e condivisi anche dai sindacati inquilini ma non è stanziato un euro per aumentare la dotazione di alloggi pubblici, per aiutare le famiglie in affitto privato con il fondo a sostegno delle locazioni, (previsto dalla legge 431) o con la possibile detrazione del 19% sui canoni pagati, come per i mutui. In questa totale carenza di risposte con gli sfratti che aumentano più 3,09% nel 2016 (158.720 famiglie) e i confronti e le discussioni aperte ai vari livelli puntano tutti a restringere le regole per l’accesso alle case popolari e alle emergenze abitative. Considerato che ci sono pochi alloggi popolari restringiamo i criteri per accedervi, la casa non è più un diritto, come la sanità o l’istruzione, una risposta dovuta da uno stato sociale che si rispetti, si fa una ulteriore opera di selezione tra i poveri. Trovo scandaloso che chi ci governa a tutti i livelli e le forze politiche tutte, ma proprio tutte, non si rendano conto che l’unico modo per rispondere al bisogno abitativo per la fascia di popolazione povera è quello di incrementare il patrimonio pubblico (in Italia siamo al 5% contro il 20-40% dei paesi europei, Francia, Germania ecc.) e si può farlo senza consumare altro suolo e senza costruire nuovi ghetti ma comprando ristrutturando e utilizzando il tanto vuoto pubblico e privato che esiste. Nel dibattito parlamentare che accompagna la legge finanziaria molti esponenti politici dicono che nel nostro paese è necessario difendere la famiglia e invocano provvedimenti per questo (bonus figli, ecc.). Non si rendono conto che prima di tutto una famiglia deve avere un tetto dignitoso sotto il quale vivere. Non basta stupirsi e scandalizzarsi quando si ha la malasorte di incontrare una di queste famiglie che il tetto non lo ha e non sa come procurarselo, c’è bisogno di risposte collettive, di questo dovrebbero occuparsi. |
| Ultimo aggiornamento Martedì 09 Gennaio 2018 13:18 |
Interesse legale
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Data di riferimento: 01 gennaio 2026 |
1,6% |
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Istat Marzo 2026
| Variazione annuale 100% (uso abitazione) | 1,5% | ||||
| Variazione annuale ridotta 75% (uso abitazione) | 1,125% | ||||
| Variazione biennale 100% (uso diverso) | 3,2% | ||||
| Variazione biennale ridotta 75% (uso diverso) | 2,4% | ||||
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Il dato è pubblicato sulla G.U. |
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Il 27 settembre 2017 la sindaca Appendino era in piazza Montale alle Vallette in Torino per inaugurare una installazione di luci d’artista per la prima volta posizionata in periferia. E’ stata interrotta, durante l’inaugurazione da famiglie che sono senza casa, una di queste, scrive il giornale, ha occupato una casa popolare in zona. La sindaca ha dichiarato che la loro emergenza abitativa sarà esaminata con attenzione cercando una soluzione.


