Stampa
Scritto da Giovanni Baratta   
Lunedi 17 maggio 2021 13:35

casa giovani acquisto minTra i molti provvedimenti di rilancio dell’economia e di aiuti programmati dal Governo c’è anche quello di prevedere uno stanziamento utile a garantire il mutuo per l’acquisto della prima casa per i giovani fino ai 36 anni di età.

La misura è accolta da tutti con grande favore ma è ancora una misura di vero aiuto per le giovani generazioni?

Culturalmente in Italia la casa in proprietà è ambita, da sicurezza, è un bene che si lascia in eredità alle generazioni successive, è ritenuto un investimento sicuro. Infatti quando gli immobili di proprietà pubblica sono stati messi in vendita, lo hanno fatto gli enti previdenziali, i comuni, gli istituti delle case popolari, la risposta degli inquilini è stata molto positiva e non solo perché i prezzi erano vantaggiosi ma perché passare da essere inquilino a proprietario era ed è vissuto come un riscatto sociale, un passaggio di condizione, uno status symbol di benessere raggiunto.

Le politiche abitative del nostro paese sono sempre state indirizzate a favorire l’acquisto della casa anche tramite le cooperative e con agevolazioni fiscali di vario tipo. In Italia nel 1965 i proprietari di casa erano il 46%, oggi abbiamo raggiunto quasi l’80%, meno nelle grandi città. Questa è la storia recente. È una storia che sicuramente ha favorito i grandi costruttori e speculatori grazie a processi di espansione edilizia non governati e che ha anche a che fare con lo sproporzionato consumo di suolo nel nostro paese con i danni conseguenti che sono oramai evidenti a tutti.

Ma oggi è ancora utile investire soldi pubblici per aiutare i giovani a comprare casa o sarebbe meglio aiutarli in altro modo?

Tutti conosciamo bene il livello di precarietà dei rapporti di lavoro e anche la forte richiesta di flessibilità e disponibilità a spostarsi. Un mutuo di trent’ anni è il contrario di queste esigenze: si cercherà il lavoro in funzione della casa e non viceversa.

Il Governo ha annunciato un nutrito programma di assunzioni nella pubblica amministrazione, scuola, sanità, stato, comuni, è auspicabile che succeda e in tempi brevi perché è indispensabile una pubblica amministrazione che funziona. È facile prevedere che queste assunzioni saranno la dove servono nel paese e non sotto casa con la conseguente esigenza di spostamento. Per un giovane che deve spostarsi nel paese per lavoro è più utile un alloggio in affitto a prezzi compatibili o un aiuto per il mutuo?

È necessario fare una politica abitativa che favorisca l’affitto aumentando la dotazione di alloggi pubblici, (si può fare recuperando l’esistente, utilizzando i “vuoti” delle città senza consumare suolo), in modo che le case popolari non siano considerate la soluzione abitativa solo dei poveri e degli “sfigati” ma, come era solo qualche anno fa, la casa dignitosa dei lavoratori. Si può fare prevedendo sostegni per gli inquilini e magari anche per i proprietari, atti a calmierare gli affitti che devono diventare compatibili con i redditi, modificando la legge sulle locazioni.

Sappiamo tutti che per quante garanzie iniziali possa dare il Governo al momento dell’accensione del mutuo prima casa, poi le rate restano in capo all’acquirente e vanno pagate. Sappiamo anche che molte, troppe famiglie e/o persone non sono riuscite a farlo e hanno perso la casa che ora è in “pancia” alle banche. I mutui-casa nel nostro paese hanno raggiunto la cifra di 350 miliardi annui, non si può sostenere che la casa in proprietà con un mutuo aperto sia indicatore di benessere.

Ai giovani serve sicuramente una formazione il più possibile mirata, un lavoro con regole e diritti, una casa con un affitto compatibile che dia loro la possibilità di muoversi la dove il lavoro ci sarà, non un mutuo sulle spalle per troppi anni della vita, a cui si rischia di non fare fronte e che, inoltre, li blocca impedendo di fatto la mobilità.

Con gli investimenti previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza si può fare molto se i denari saranno spesi bene, per rigenerare i tessuti urbani in modo che aumentino le case da dare in affitto. Poi sono necessari interventi economici per sostenere la locazione e questi purtroppo per ora non ci sono.

 
Joomla SEO powered by JoomSEF