Fondo Nazionale Sostegno alla locazione Stampa
Scritto da Simone Pensato   
Mercoledì 03 Dicembre 2014 09:54

Dal 1° dicembre al 26 gennaio 2015 sarà possibile partecipare alla nuova edizione del bando denominato "Fondo Nazionale per il sostegno all'affitto" riferito all'anno 2013.

Presso gli sportelli SICeT, i nostri operatori saranno in grado di fornire agli associati il servizio di raccolta, consulenza e aiuto nella compilazione del modello di partecipazione.

Riportiamo qui di seguito un estratto del bando con i requisiti richiesti per poter accedere al contributo:

 

A CHI E' RIVOLTO IL BANDO

A tutti i residenti in Torino alla data del 2 ottobre 2014 in possesso dei requisiti più avanti descritti che necessitano di un sostegno economico a ristoro del pagamento del canone di locazione sostenuto per l’alloggio nell’anno 2013.

CHI PUÒ FARE DOMANDA

Possono fare domanda i conduttori di abitazioni di edilizia privata intestatari di un contratto di locazione regolarmente registrato a proprio nome relativo all’anno 2013 in possesso del seguente requisito minimo:

ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) in corso di validità non superiore a euro 6.186,00 e incidenza del canone dovuto e corrisposto sull’ISEE superiore al 50%

I cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea, nella domanda di contributo, devono autocertificare il possesso del requisito di cui all’ art. 11, comma 13, della legge 6 agosto 2008 n. 133 (ossia essere residenti, alla data del 2 ottobre 2014, in Italia da almeno 10 anni oppure nella Regione Piemonte da almeno 5 anni).

Il nucleo familiare che sarà considerato è quello del richiedente così come risulta composto anagraficamente alla data del 2 ottobre 2014.

I canoni (o la somma dei canoni) da considerare sono quelli dovuti e corrisposti per l’anno 2013, i cui importi - eventualmente aggiornati secondo indici quali l’ISTAT - risultano dal contratto (o da più contratti di locazione) regolarmente registrato, intestato al richiedente, al netto degli oneri accessori e al netto dell’eventuale morosità. Gli assegnatari di alloggio di edilizia sociale che hanno ottenuto l’assegnazione nel corso dell’anno 2013 debbono indicare soltanto l’eventuale canone di locazione riferito all’alloggio di edilizia privata.

Possono accedere ai contributi i conduttori di abitazioni intestatari di un contratto di locazione regolarmente registrato. Ai sensi del comma 6 dell’art. 13 della legge n.431/98, i riferimenti alla registrazione del contratto non producono effetti se non vi è obbligo di registrazione del contratto stesso.

L’alloggio può anche essere ubicato in altro Comune della Regione Piemonte e deve essere stato utilizzato nel 2013 dal richiedente come residenza anagrafica ed abitazione principale.

Nel caso di contratto cointestato ognuno dei soggetti cointestatari può presentare domanda (se alla data del 2 ottobre 2014 fanno parte di nuclei distinti), indicando la quota parte del canone corrisposto.

CHI E’ ESCLUSO

Non possono accedere al fondo, oltre coloro che alla data del 2 ottobre 2014 non possiedono i requisiti sopra descritti:

  • i conduttori di alloggi di categoria catastale A1, A7, A8, A9 e A10;
  • gli assegnatari di alloggi di edilizia sociale (non possono accedere al bando coloro che per l’intero anno 2013 risultano essere stati assegnatari di un alloggio di edilizia sociale. Nel caso di assegnazione avvenuta nel corso dell’anno 2013, va computato soltanto l’eventuale canone di locazione dovuto in qualità di conduttore di alloggio di edilizia privata) e i conduttori di alloggi fruenti di contributi pubblici (ad es. alloggi di cooperative edilizie di abitazione);
  • i conduttori di alloggi beneficiari di contributi ricevuti tramite le Agenzie Lo.C.a.Re., per contratti stipulati nell’anno 2013;
  • i titolari (siano essi richiedenti o componenti del nucleo familiare) di diritti esclusivi di proprietà (salvo che si tratti di nuda proprietà), usufrutto, uso e abitazione su uno o più immobili di categoria catastale A1, A2, A7, A8, A9 e A10, ubicati in qualunque località del territorio nazionale;
  • i titolari (siano essi richiedenti o componenti del nucleo familiare) di diritti esclusivi di proprietà (salvo che si tratti di nuda proprietà), usufrutto, uso e abitazione su uno o più immobili di categoria catastale A3, ubicati sul territorio della provincia di residenza; è inoltre causa di esclusione dall’accesso al fondo la titolarità, da parte del richiedente e di qualsiasi altro componente del nucleo familiare di diritti parziali di proprietà (salvo che si tratti di nuda proprietà), usufrutto, uso e abitazione , la cui somma corrisponda alla titolarità esclusiva, su uno stesso immobile di categoria catastale A3, ubicato sul territorio della provincia di residenza.

ALCUNE PRECISAZIONI

  • i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea devono autocertificare, nella domanda di partecipazione, il possesso del requisito di cui all’art. 11, comma 13, della Legge 6 agosto 2008 n. 133 (residenza in Italia da almeno 10 anni o in Piemonte da almeno 5 anni, ossia rispettivamente dal 2 ottobre 2004 o dal 2 ottobre 2009), che sarà successivamente comprovato mediante acquisizione, da parte del Comune, del certificato storico di residenza;
  • non si possono ottenere contributi per il sostegno al pagamento di affitti relativi a locali commerciali, box auto, ad alloggi adibiti ad uso non abitativo, nonché relativi a qualunque altro immobile diverso dall’abitazione;
  • in caso di decesso del richiedente, il contributo sarà erogato ad altro componente del nucleo familiare, così come composto anagraficamente alla data del 2 ottobre 2014;
  • in fase di erogazione del contributo, qualora il beneficiario risulti irreperibile, gli uffici comunali invieranno il pagamento con lettera raccomandata A/R all’indirizzo comunicato nella domanda con un termine massimo di 3 mesi per il ritiro dello stesso. Scaduto inutilmente tale termine, il Comune restituirà l’importo non erogato alla Regione Piemonte.
  • la Città ha l’obbligo di effettuare controlli, secondo la normativa vigente, sulle dichiarazioni rese dai richiedenti, avvalendosi delle informazioni in proprio possesso, di quelle di altri enti della Pubblica Amministrazione e richiedendo nei casi opportuni l’intervento della Guardia di Finanza.

In caso di dichiarazione mendace ai sensi art. 75 D.P.R. n. 445/2000 la Città di Torino procederà al recupero del contributo indebitamente ottenuto e alla sua restituzione alla Regione, ferme restando le responsabilità penali ai sensi dell’art. 76 del medesimo Decreto.

Le verifiche amministrative si concentreranno sulle autocertificazioni relative a: possesso dei requisiti di ammissibilità, residenza in Torino, composizione nucleo familiare, reddito complessivo certificato, importo canone corrisposto, estremi registrazione del contratto ed eventuali proprietà immobiliari e nei casi di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea il requisito di cui all’ art. 11, comma 13, della legge 6 agosto 2008 n. 133.

Inoltre, qualora il reddito dichiarato dal richiedente nella domanda di contributo risulti pari a zero oppure di importo inferiore al canone annuo, rilevabile dal contratto valido e registrato, la Città verificherà l’effettiva situazione

 

 
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